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Chiostri dell' Abbazia-Fortezza di S. Maria
Il pozzo che si erge solitario quasi al centro del chiostro attinge l' acqua da una grande cisterna di raccolta
d' acqua sotterranea.
Presente per dare acqua al vicino refettorio dei monaci, la sua presenza è testimoniata sin dal XVI secolo
dal lateranense Cocarella; fu poi rifatto in età borbonica, in occasione della ristrutturazione del chiostro,
come sembra testimoniare la data del 1793 scolpita sulla trabeazione, costituita da un blocco in pietra decorata
da un fregio di ghirlanda che circonda la diomedea, il leggendario uccello di mare, molto raro, tipico delle Isole
Tremiti.
La diomedea porta in bocca un ramoscello che potrebbe sembrare di ulivo, ma una nuova interpretazione porterebbe
a considerarlo di mirto.
Ciò farebbe combaciare la circostanza che nell' antichità il mirto sacro a Venere, che secondo la leggenda
trasformò i compagni dell' eroe greco Diomede in uccelli (le Diomedee) perche potessero vegliare per sempre
sulle spoglie del loro condottiero.
Il mirto all' epoca dei monaci cresceva spontaneamente sull' isola e veniva utilizzata per preparare infusi e
bevande.
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